giovedì, giugno 18, 2009

Un albero cresce a Brooklyn

Ho finito di leggere questo libro il 12-06-09 per motivi di tempo riesco a pubblicare la mia recensione solo oggi.
Pubblicato nel 1943 è un libro che con molta semplicità riesce a parlare di argomenti dolorosi e difficili.
Ambientato agli inizi del '900 narra le vicende di una famiglia povera di Brooklyn, una delle tante, la famiglia Nolan.
Protagonista assoluta è la piccola Francie Nolan, primogenita di Katie e Johnny Nolan, con la sua semplicità e voglia di credere che le cose cattive possono mutarsi in qualcosa di bello, ciconduce verso la narrazione delle vicissitudini della sua famiglia.
Con leggerezza e criticità, tipica dei bambini parla della loro condizione di poveri.
Ci porta attraverso il suo vivere quotidiano in una realtà a noi un po' lontana, ma tanto attuale di alcune famiglie d'oggi.
La famiglia Nolan passa, attraverso gli occhi della bambina, vari fasi, dalla gioia iniziale di una vita a due, tra Katie e Johnny alla vita con i figli, Francie e Neeley, alle difficoltà economiche di sfamare la famiglia, alle difficoltà personali di Johhnny di stare lontano dall'alcool, che lo porterà alla rovina, alle difficoltà di Katie come madre e donna.
Attorno a loro ci sono una carrellata di personaggi che arricchiscono e rendono piacevole la lettura.
Gli ambienti sono molto ben descritti ed anche i personaggi minori.
Di facile lettura, mai pedante ne' noioso, "Un albero cresce a Brooklyn" è senz'altro un bell'esempio di letteratura americana.
Fondamentalmente è in parte un'autobiografia, sembra prorpio che Francie sia l'autrice stessa, che racconta le vicende della sua famiglia, della difficoltà economica fino al riscatto economico e sociale.
E' anche un libro dove le donne vincono e le figure maschili vengono descritte come buoni a nulla o incapaci di poter migliorare il loro destino.
Molto probabilmente è un vero riferimento al ruolo della donna nell'ambito familiare che sin dai tempi antichi è stata colei che ha sostenuto da smepre la vita familiare ed economica. E' vero che le donne dell'epoca, per la maggior parte, erano analfabeta, visto che prestissimo si sposavano ed avevano figli e dovevano lavorare per mantenere la famiglia, perchè generalmente gli uomini erano dediti all'alcool per la loro condizione di immigrati, condizione che fino ad un paio d'anni fa obbligava gli immigrati ad essere relegati dalla società nel più basso gradino.
Ma effettivamente è cambiato qualcosa? Oggi un'immigrato riesce ad elevarsi socialmente?
Libro che induce a riflettere sulla condizione umana di oggi.
A voi le considerazioni.
E come sempre vi auguro buona lettura.
Mary

1 commento:

  1. Non conosco questo libro, ma il tuo invito alla lettura è molto stimolante. Grazie.
    grazie anche per il sostegno morale.
    Un abbraccio forte
    Nico

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