giovedì, novembre 30, 2006

Il tempo di Blanca


Il libro che mi accingo a raccontarvi ha toccato molte corde del mio essere donna.
Ancora una volta vi racconto di donne.E' un romanzo particolare e pieno di tanti sentimenti.Sono ancora commossa per questo "io" narrante che mi ha portato a riflettere su certe mie paure: sull'incapacità di amare,che tocca un po' tutti, sulla difficoltà di darsi totalmente ad un'altra persona ed affidare la propria esistenza.
Ma è anche un romanzo sulle ferite di un paese e di un popolo spaccato in due parti: una parte che ha vissuto a lungo all'oscuro di certi crimini ed una parte, purtroppo, che ha subito questi crimini.

Questo romanzo di Marcela Serrano, scrittrice cilena, coinvolge totalmente, ma non soltanto perchè in sottofondo si parla della tragedia dei desaparesidos e di chi è sopravvissuto alle torture, ma perchè parla di una donna, Blanca, che è un po' l'emblema, il prototipo delle donne.
Blanca è una donna che appartiene all'alta borghesia, ha tutto: due splendidi figli, un marito di successo ed una bellissima casa.
Ma un giorno Blanca si ritrova nella sua casa di campagna con le sue amiche, Victoria, donna sensuale con un passato tragico e Sofia una donna che ha lottato per giungere a dei traguardi senza però perdere di vista il suo essere donna.
Sono lì in quell'armonia, che solo la natura può dare, ed è in quella perfetta armonia che qualcosa si spezza: Blanca cade a terra, terrorizzata e paralizzata dal lato sinistro.
Verdetto: afasia. Non può più comunicare col mondo. Blanca rimane esclusa dal mondo ed il mondo la rinnega.
Comincia così questo libro: un viaggio dentro l'io di questa donna. Blanca che un giorno conosce un uomo, lo ama come non ha mai amato nessuno.Non è un semplice tradimento, lei con suo marito non sapeva cosa fosse il piacere, anche perchè nessuno le ha mai detto che una donna può provare piacere, nè tanto meno essere felice.
Perchè ciò che sconvolge è questo suo essere stata educata ad estraniarsi alla felicità ed alle cose che danno piacere.
Quest'uomo, che lei ha conosciuto per caso, è un uomo che ha subito la tortura dei militari, è un uomo che sa che dare il giusto peso alle parole, agli sguardi ed alle carezze. Carezze che Blanca disconosce.
La malattia di Blanca le impedisce di interagire con il mondo, ma quando non hai più l'amore a che serve interagire con il mondo?
E' amaro questo libro ed è pieno di dolore, ma anche il dolore ha un suo giusto peso.


Riporto qualche frase:

"....mia nonna mi disse che se mai fossi stata colpita dalla sorditào dal mutismo non mi sarei dovuta preoccupare perchè l'unica, totale mutilazione era la cecità. Dovevo prendermi cura dei miei occhi. Solo con quelli avrei potuto leggere. Solo quelli mi avrebbero salvato dalla solitudine"


Alla prossima

1 commento:

  1. Ciao.. Ho trovato il link nel tuo commento e sono passato da te, e devo dire che hai un blog molto particolare, interessante nei contenuti ma soprattutto di una forma che non avevo ancora conosciuto. Bene così.. Complimenti.. Hai ragione cmq, Battiato è un poeta, "E ti vengo a cercare" è una poesia, e poi se non sbaglio (ho letto qualcosa) pure tu sei di catania, visto che ti facevi la passeggiata in via etnea con la messa in piega nuova ;)
    Ciao!...

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