lunedì, agosto 20, 2007

La sottile linea rossa


Film ambientato nella seconda guerra mondiale, per la conquista dell'isola di Guadalcanal, si fronteggiano giapponesi ed americani.
La vicenda comincia con il recupero nella compagnia Charlie di un soldato, Witt.
Film pseudo guerresco, più che altro è una lunga visione filosofica sulla guerra, per tutto il film si ascoltano i pensieri dei singoli soldati, le loro paure ed il loro chiedersi del perchè della guerra, che senso possa avere.
Il regista Terrence Malick è un insegnante universitario di filosofia e quindi si capisce benissimo il perchè di un film dove la guerra è solo uno spunto per parlare dell'aspetto immorale della guerra.
Infatti scene di combattimento si hanno solo a metà film, ma non possiamo parlare di scene meravigliose di guerra, come talvolta il cinema ci ha regalato.
Molti critici hanno dato pollice verso, perchè a detta loro il film è inesistente, personaggi deboli e lo scopo moralistico non è molto incisivo.
Personalmente mi ha fatto molto pensare, mi sono fatta un'idea, molto vaga ovviamente, di cosa si può provare in quelle situazioni, la paura, la follia pura in cui sfocia un uomo perchè non ha altra scelta se non uccidere, non c'è una via d'uscita, devi solo uccidere, devi sparare per primo altrimenti sei tu che muori.
Film un pò prolisso, però ben confezionato con un cast molto ricco di personaggi,
da Jim Cavizel, che è il soldato Witt a Nick Nolte, a Jhon Savage a Sean Penn, a Jhon Travolta, chissà se fosse stato realizzato con attori poco conosciuti e in maniera un poco concisa sarebbe piaciuto ai critici, ma comunque è da vedere.
Avverto se vi aspettate un film sulla guerra come :Platoon, Apocalypse now o Full Metal Jacket, allora lasciate perdere, rimarrete molto delusi.
Buona visione

5 commenti:

  1. Impossibile non notare Mafalda... impossibile non notare l'elenco di libri... visita il mio blog e capirai perchè.
    Tornerò a farti visita.

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  2. Ciao Mary conosco questo film e mi è piaciuto per gli stessi motivi da te citati e giustamente sottolineati. Originale l'idea di far sentire allo spettatore, i pensieri dei soldati un pò come lo stream of consciousness in letteratura...
    Dà una visione della guerra da un altro punto di vista. Sai penso che sia molto difficile superare la grave crisi di valori della società, bada bene...dove per società intendo la gente che vive nel quotidiano. Ognuno pensa a se stesso, ai propri interessi, al potere, ai soldi, al successo, a consumare tutto velocemente e tanto. C'è mancanza di amore nel mondo...dove per amore intendo un concetto universale...
    Così tutto viene amplificato e con la violenza estrema si trasforma nell'orrenda guerra...nelle vittime, nel dolore e vuoto, nelle lacrime delle famiglie dei soldati morti. La storia dovrebbe imsegnare molto a riguardo ma a quanto pare non basta, non è bastato. Ben venga allora, una pausa di riflessione davanti a un libro...a un film, ecc. Grazie. Valentina

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  3. me lo vedrò... sono curioso...

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  4. non mi piacciono i film di guerra come appunto platoon e full metal..quindi mi hai convinto a dare un occhiatina a questo..
    i colori dei film di guerra la polvere tutti gli scenari che costituiscono i film ambient in scenari di guerra e distruzione.. mi intristiscono . sembra quella polvere avercela in gola.. ciao

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  5. mi manchi,cognatina :°(...un bacetto,nadia

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