venerdì, agosto 01, 2008

Un posto nel mondo


Ho comprato questo libro perchè ne parlavano le mie colleghe a lavoro,mi dicevano che era carino e leggero.
L'ho comprato e letto con curiosità, ma personalmente non l'ho trovato così eclatante come tanti commenti che ho letto, è scritto in maniera semplice e lineare, molto scorrevole, ma pieno di luoghi comuni e poco di concreto.Fabio Volo non è uno scritttore e lo si capisce, come personaggio televisivo va bene, ma come scrittore mi sembra che scopiazzi qua e la', certo questa è solo la mia opinione, la trama è banale, niente di tanto sconvolgente, il protagonista Michele ad un certo punto della sua vita si trova a dover dare una svolta alla sua esistenza, tutto è scaturito dalla morte del suo migliore amico, Federico, da qui comincia la sua ricerca interiore di trovare la sua collocazione con se stesso e nel mondo.
Ho letto il libro in un momento lavorativo poco felice ed un pò mi ha fatto riflettere, ma sinceramente tutto ciò che ho letto sembrano quelle storie poco realistiche di certi film americani, del tipo "mollo tutto e cambio vita".
Non mi è piaciuta, ma non perchè non si può cambiar vita, ma perchè il modo in cui tratta questo argomento denota una totale mancanza di approfondimento, un tentativo di far vedere il suo grado di saggezza, nel mettere in evidenza come le piccole della vita siano alla fine le più importanti, bene, d'accordo, ma tutto qui? Non ha purtroppo scoperto l'acqua calda, non ha dato una profondità, ha semplicemnte arricchito questo concetto con frasi fatte ed una storia costruita a tavolino per vendere.
Altra parte che non mi è piaciuta è il suo concetto di rapporto di coppia, che lui pone come alternativa ottima al matrimonio o alla convivenza.La soluzione che fornisce è questa : ognuno a casa sua, ci si vede quando se ne ha voglia.
E questo è un modo maturo di affrontare la relazione di coppia????
Ma dico è seria questa soluzione?
Ora non dico che sposarsi o convivere siano le uniche soluzioni, ma da qui a dire che il rapporto di coppia per funzionare ha bisogno delle proprie libertà solo se si sta in case separate è ridicolo.
Il rapporto di coppia per crescere e maturare, anche per capire se la persona con cui stai, con cui condivi la vita è giusta, è viverla a 360 gradi, in cosa si cresce se ognuno comunque si fa la vita separata?
In tal maniera si perdono le piccole cose, le piccole gioie del quotidiano, ad esempio a volte osservo mio marito mentre lavora al computer, e mi piace guardarlo, vedo il suo viso concentrato, vedo le sue mani che lavorano velocamente tra i tasti, se vivessimo come prima, ognuno a casa propia, non avrei mai potuto vedere godere di questo momento che è solo suo.
E poi altra cosa importante, non è vero che nelle coppie che convivono non c'è libertà del proprio io, io adesso sono qui a scrivere il mio post, mio marito è di là in cucina che prepara la cena.
Ci sono tante sfumature nel vivere tutti giorni una persona, nel stare con lei per 24 ore al giorno, sfumature che non puoi vedere stando lontano.
Non è un caso che si dice che il fidanzamento sia un modo di conoscere ed il convivere è ben altro.
Molte coppie scoppiano convivendo perchè non hanno la capacità di accettare l'altro per com'è, non hanno la capacità di continuare ad ascoltarsi , a volte non si sono mai ascoltate, il tipo di soluzione data dal personaggio di Fabio Volo non è costruttiva, non fa crescere l'individuo, nè tanto meno il rapporto di coppia con Francesca, la fidanzata, da cui tra l'altro avrà una figlia, che vivrà questa situazione, crescere significa litigare e non andare ognuno a casa propria e poi domani tutto dimenticato.Troppo comodo e semplice, così tutto rimane perfetto.

Aldilà del mio voto negativo mi ha fatto scrivere un post lungo, il che vuol dire che mi ha fatto comunque riflettere sulle cose in cui credo e m'impegno nel quotidiano, per cui solo per questo dico che è anche positivo...................
Alla prossima

1 commento:

  1. ciao Mary,
    quì potrai leggere la mia recensione a questo libro letto tempo fà: http://danyli.altervista.org/blog/index.php?entry=entry060904-114412

    Evidentemente non è lo specchio della tua, ma io mi sono limitata ad assaporare gli attimi.
    Pure io ho scritto che non sarà un libro da premio, ma non ho voluto cogliere quello che non c'era ma godere di quello che c'era.

    Sì, a volte, i momenti in cui si affrontano determinate letture vogliono dire molto, ma in ogni modo apprezzo molto anche la tua visione.

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