giovedì, febbraio 26, 2009

Poesia


LXIX

Forse non essere è esser senza che tu sia,
senza che tu vada tagliando il mezzogiorno
come un fiore azzurro, senza che tu cammini
più tardi per la nebbia e i mattoni,


senza quella luce che tu rechi in mano
che fosse altri non vedran dorata,
che forse nessuno seppe che cresceva 
come l'origine rossa della rosa,

senza che sia, infine, senza che venissi
brusca, eccitante, a conoscer la mia vita,
raffica di roseto, frumento del vento,

e da allora sono perchè tu sei,
e da allora sei, sono e siamo,
e per amore sarò, sarai saremo.



Pablo Neruda 

Tratta dalla raccolta: Tarde-sera

5 commenti:

  1. Sono stata colpita dall'immagine della frittata cuoriciosa e trovo delle bellissime parole di Neruda.

    Grazie.

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  2. Adoro Neruda.
    Sai che per il nostro 2°anniversario di matrimonio,ricordo che siamo stati in un originalissimo albergo vicino Cefalù, in cui sulle pareti delle stanze c'erano i versi delle poesie di Neruda?
    Tu me lo hai fatto ricordare.
    Un bacio
    Stefania

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  3. Per Elena: Ho regalato una raccolta di poesie ad Orazio per San Valentino, ma in realtà l'ho comprato anche per me..mi piace molto il modo in cui esprime i sentimenti.
    Baciuzzi

    Per Stefania: Non lo sapevo, non me l'avevi mai detto. Magari poi mi dici come si chiama, sarebbe carino poterci andare!!!!!!!!
    Baci

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  4. Quando leggo " Neruda" inevitabilmente penso ad una poesia in particolare..nella quale mi immedesimo........Una Poesia che ho dedicato e dedico in particolare a "CHI" imprigiona in un giardino nascosto ..il segreto del proprio io. ...a chi non riesce a liberarsi di tutte quelle imposte sovrastrutture mentali che alla fine si concludono sempre nel raggiungimento del nulla....che impedisco la libertà... una libera sublimazione della propria coscienza.. a "CHI" ricerca ancora una luce..senza rendersi conto che "lei" stessa è luce .. quella stessa luce che Diogene cercava fuori, perché non aveva capito che quello che cercava era dentro di sé

    Giorgio


    LENTAMENTE... lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
    Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un’insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
    Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
    Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
    Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
    Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce,
    evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
    Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
    Pablo Neruda

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  5. Neruda è sempre Neruda! Con la bellezza delle sue metafore e la sua stupenda passionalità. Sono contenta di averti letta, era da tanto tempo che non passavo per i blog amici. Quanto all'hotel che dice "girasolina", si tratta dell'Atelier sul mare. Puoi guardare qualcosa nel sito basta che cerchi "atelier sul mare" a castel di tusa (me). Conto di andarci anche io col mio amore.E già..qualcosa è cambiato nella mia vita..speriamo bene! VAle.

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