domenica, marzo 08, 2009

Appiattimento mentale

Da tempo rifletto sul mio stato lavorativo che mi crea non pochi problemi a livello intellettivo e di autostima.

Lavoro in un call-center, non chiamo le persone a casa per proporgli cose di cui possono benissimo fare a meno.

Mi occupo di prenotazioni.

E fin qui niente di così atroce o assurdo. Almeno la facciata, in realtà non è il lavoro in sè a farmi riflettere, ma è sulla modalità del lavoro in Italia.

Ovvero credo che il boom dei call-center in genere sia come se dall’alto si è deciso di appiatire l’intelletto umano.

Mi spiego meglio. E’ come se ad un certo punto si è stabilito che sia meglio avere persone che fanno lavori che non fanno riflettere e pensare così non ci si può inorridire d’innanzi allo scempio umano che fanno coloro che si trovano al potere. Non mi riferisco al governo in carica, ma al potere in genere.

E’ come se volessero un popolo di ebeti per fare ciò che più conviene a loro. Non mi spiego il perchè tante persone che hanno una laurea, me compresa, facciano lavori che non hanno a che vedere con i loro studi.

Cioè come mai l’unica realtà lavorativa sono i call-center? Forse perchè così si azzerano le cpacità intellettive dei singoli individui, non a caso la tv ci propone modelli fatti di nulla.

Mi riferisco a trasmissioni come : Grande fratello, L’isola dei famosi, Uomini e donne, tv talk che non fanno altro che svilire la mente ed inculcare alle nuove generazioni che l’unico modo per essere vincenti è il non saper fare nulla.

Io non sono un’intelletuale, ma non sono neanche una velina o una tronistaa, la cui unica grande preoccupazione e non avere tette abbastanza grandi da far vedere. Sono un essere umano che ha studiato, che aveva delle aspettive sul mondo del lavoro e che è stato pienamente preso per i fondelli una volta laureata.

Sono arrabbiata, frustrata da questa situazione. Non ci sono più i lavori creativi, i lavori che stimolano la mente, anche nel campo scolastico si è cercato di abbassare il livello e ci sono riusciti, come? Tagliando le spese, togliendo gli insegnanti di sostegno, è vero alcuni rubavano solo lo stipendio, ma c’erano anche persone che avevano la passione per questo mestiere. Molti insegnanti validi sono costretti ad adeguarsi alla situazione, non si può più stimolare la mente degli alunni, perchè tanto la materia celebrale dei ragazzi è colma di idiozie che vengono inculcate da questa società, fatta comunque da noi, piena di nulla.

Non credo assolutamente che dall’oggi al domani i ragazzi sono diventati violenti, tutta questa violenza è generata da questo stato di cose, dall’assoluta mancanza di programmi seri, dall’assoluta mancanza da parte dei professori di poter fare qualcosa di costruttivo, dall’assoluta mancanza da parte dei genitori di imporre regole e modelli di vita, dall’assoluta mancanza di prospettive di una vita migliore.

Appiattire le menti , azzerare la capacità di capire gli eventi ne parlò a suo tempo Orwell nel suo “1984”, sembrava pura letteratura, fantascienza, invece è realtà.

Siamo gestiti dal vuoto mentale. Non esistono più pensatori, non abbiamo più personaggi come PierPaolo Pasolini che accusava il marcio, l’hanno fatto tacere, come hanno fatto tacere tanti altri.

Adesso abbiamo opinionisti che non sono altro che squallide persone che non hanno ne’ la competenza di parlare in pubblico, che non hanno mai studiato, che non servono a nulla. Abbiamo opinionisti inventati sul momento, opinionisti di cui non ci frega na mazza dei loro pensieri fatti di cazzate, eppure la gente li segue.

Continuo a lavorare in questo call-center perchè comunque devo pagare anch’io bollette ecc.. e comunque è sempre lavoro, ma sinceramente non riesco a pensare che ci sia una prospettiva diversa o migliore per il futuro.

Mi scuso se qualcuno si è offeso, ma sono le mie riflessioni, ovviamente se avete da ridire qualcosa come sempre siete liberi di farlo.

Buona domenica

9 commenti:

  1. Credo che sia molto vicina alla verità; l'annullamento delle coscienze critiche, fatto attraverso la diffusione della non-cultura di massa televisiva, è il piano riuscito di chi ci governa a vario titolo. I bloggers sono una variante impazzita, rispetto a questo mondo ma, pare, che vogliano mettere a tacere anche la rete... speriamo che non succeda.

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  2. potrei averlo scritto io e non lavoro in un call center ma sono un precario storico senza futuro nel mondo dell'educazione (scuola, università e satelliti) e sono frustrato come te....
    grazie!

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  3. Ciao Mafalda, spero che troverai presto una soluzione. Intanto ti auguro una felice FESTA DELLA DONNA!

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  4. Mi sono laureata a 24 anni in Lingue - Laurea di vecchio ordinamento; il mio sogno era diventare un'insegnante, poi mi giorno dopola discussione della tesi sono andata a salutare la prof e mi ha chiesto sei mila euro per farmi passare l'esame di dottorato. Io mi sono rifiutata di scendere così in basso, il mio futuro vale di più..qualunque mestiere farò.Sono andata a lavorare in un call center..poi in un altro, ho fatto tanti tipi di esperienza. Ora sto imparando un mestiere del quale non conoscevo nemmeno l'esistenza e che non è in nessun modo legato ai miei studi.Si può essere soddisfatti anche di mettersi in gioco, di scopririsi in grado di fare cose che non avremmo mai pensato di fare.Non credo poi che l'educazione sia determinata dalla tv, guai se fosse così. E' vero che la tv offre modelli esistenziali bassi,ma non spetta alla tv insegnare..spetta ai genitori che dovrebbero insegnare ai figli a guardare la tv, perchè non importa solo cosa guardi ma come guardi, è lo spirito critico che ci differenzia dalle bestie. Non è che un film sulla seconda guerra mondiale necessiti meno spirito critico di Amici..Se ci illudiamo che la colpa sia tutta della scatola magica, spegnamola e sentiremo il silenzio delle case italiane:eccolo lì il coplevole delle brutture della nostra società!

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  5. Per Neverland: ahimè i genitori non danno più buon esempio, per molti, ma ovviamente non per tutti, prendono esempio da certi programmi spazzatura!

    Per Fabrizio: speriamo proprio che non ci mettano a tacere!

    Per Fabio R: forza prof!!!!!!!

    Per Den: caro la soluzione purtroppo non sono io a poterla trovare, una sola non fa differenza, ci vuole un risveglio di tutti.

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  6. Purtroppo ciò che scrivi è drammaticamente vero.
    Viviamo in un epoca molto triste, caratterizzata dall'appiattimento intellettuale e dall'addormentamento delle coscienze.

    Mi chiedo spesso come potremmo uscirne, ma ancora non ho trovato risposte.

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  7. Eh, si! carissima Mafalda, tutto quello che hai scritto purtroppo è la triste realtà. Sai quasi uscivo pazza in questo ultimo anno dopo la perdita del lavoro quando andavo da un colloquio all'altro o spulciavo gli annunci di lavoro e mi vedevo tagliata fuori dal mondo del lavoro solo perchè ormai sei vicino ai 40 e nell'annuncio c'era esplicitamente scritto max 25 anni e belle presenza" oppure ai colloqui" ma lei è sposata! Intende avere dei figli? Allora ci faremo sentire e invece silenzio.... Che orrore! Mi chiedo se questo è il nostro presente, quale sarà il futuro dei nostri figli?Se oggi noi siamo costretti a riporre i nostri sogni nel cassetto la futura generazione non avrà nenache il diritto di sognare?
    Alla fine dop 1 anno e 1/2 di peregrinare alla ricerca di un nuovo lavoro anche io sono caduta nella rete del call center perchè l'unica alternativa al "niente" e alle bollette accumulate. Come te anche io non chiamo ma è l'utente che chiama però ciò non toglie che alla fine della giornata mi sento un'alienata. Certo come te dico per fortuna che ho trovato almeno questo almeno si arriva a fine mese senza l'ansia che non riesci a pagare il mutuo,ma voglio tornare a sognare e soprattutto voglio poter realizzare i miei sogni...
    Un abbraccio!

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  8. Ma che scrivi. Il lavoro in un call center è il massimo! O no...
    E' la prima volta che visito il tuo blog. Complimenti davvero.
    Ciao a presto.

    Paolo Borrello
    www.paoloborrello.ilcannocchiale.it

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  9. Quoto ogni songola sillaba.
    C'è un individualismo che porta la gente a concentrarsi sul suo microcosmo, sul suo praticello (dove l'erba è sempre meno verde di quella del vicino) e non vuole saperne del Mondo.
    Eppure la globalizzazione dovrebbe averci insegnato come tutto sia connesso!!
    Manca la cultura, manca l'opposizione di pensiero, l'antagonismo.
    Manca il Pierpa, caspita se manca, e chi sapeva pensare non urlare il suo pensiero (Biagi e Montanelli). Manca chi usava l'italiano senza contrazioni irriverenti.
    Mancanze importanti in effetti.
    Però di cervelli attivi se ne incontrano ancora ogni tanto.
    Come il Tuo. ;-)

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