mercoledì, marzo 04, 2009

Le lacrime della giraffa

Lacrimegiraffag (1)

Tempo fa andando a fare la spesa presso un grande centro commerciale mi sono imbattuta in questo libro.

Grande invenzione portare i libri in questi centri commerciali, certo non è come entrare in libreria, ma almeno ti danno la possibilità di buttarci un occhio, anche persone a cui della cultura cartacea non sa cosa farne da’ la possibilità di sbirciarci e chissà magari ne compra uno.

Per cui l’occhio anzi tutt’e due ce li ho buttati, anche mio marito, per cui sono 4 occhi buttati sui libri, abbiamo anche fatto spesa in questo angolo.

Io comprai solo quello, anche perchè stava finendo che invece che fare la spesa per sfamare la pancia,  stavamo facenda la spesa per la mente, che non fa male, ma senza pancia piena non si ragiona, per cui ci siamo contenuti al numero 3 di libri presi.

Questo autore mi era totalmente sconosciuto, colpita dalla copertina coloratissima e con disegni semplici l’ho fatto subito mio.

Lui, l’autore, è Alexander Mccall Smith,scozzese nato nello Zimbabwe, professore di medicina legale a Edimburgo e bassista in un’orchestra scozzese, ha scritto moltissimi libri ambientati nel suo paese natale, l’Africa.

Questo libro fa parte di un ciclo di libri dove il protagonista è una donna detective Precious Ramotswe,

che ha investito i soldi ricavati dalla vendita di 180 capi di bestiame per fondare la Ladies’ Detective Agency n.1, a Gaborone, capitale del Botswana.

Romanzo poliziesco fuori dai generi moderni a cui siamo abituati, niente omicidi terrificanti, niente uomini crudeli che odiano le donne, niente di tutto ciò, non c’è neanche la cosidetta “suspance”.

Qui tutto scorre lento ,come se il tempo non esiste, l’indagine si dipana da sola, man mano che miss Ramotswe comincia ad indagare. Una lettura semplice e scorrevole, un momento di relax  letterario.

Se volete scoprire i profumi, i modi di vivere dell’Africa, anche il modo di pensare all’economia di un paese, talmente civile da pensare che non avere la cameriera significa essere egoisti, perchè s’impedisce a chi ha bisogno di non dare da mangiare ai propri figli.

Una   cosa che mi ha colpito è come chiamano anche persone che non conoscono: “Sorella” o “Fratello”, perchè a Botswana si è tutti fratelli e sorelle!

Bellissimo!

Vi auguro una buona lettura

4 commenti:

  1. A volte ci si imbatte per caso in un libro piacevole... sembra quasi che ti chiami e ti inviti a leggerlo!
    Grazie per la segnalazione.
    Un abbraccio
    Nicoletta

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  2. E' vero, sai quanti libri mi hanno chiamato a gran voce????????????
    Ogni tanto devo tapparmi le orecchie altriemnti non ci sarebbe più spesa!!!!!!!!!!!!!!
    Un bacio e buona serata Kiky.

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  3. concordo sulla book serendipity. e' proprio bello quando si trova il libro 'perfetto' o cmq un libro valido quasi x caso, tra banchi del mercato o in luoghi inattesi. e' fortuna anche questa. ciao

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  4. Io, grazie all'avvento dei libri nei supermercati, molti anni fa ebbi un colpo di fulmine per "La fata carabina" di Pennac. Dopo tutto questo tempo l'amore tra me e l'autore francese prosegue ancora a gonfie vele! :D
    Per questo motivo, un giretto nel reparto libri ce lo faccio sempre e spesso faccio scoperte interessanti.

    Buona lettura!

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